
Si è concluso con un nulla di fatto lo scorso 29 giugno 2026 il tavolo di trattativa tra Regione Lombardia e le OO.SS. firmatarie del CCNL Sanità pubblica che avrebbe dovuto portare alla sottoscrizione dell'intesa per le Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) per il personale del comparto degli enti del Servizio Sanitario Regionalie (Ats/Asst, Irccs di diritto pubblico, Arpa, Areu, Acss, Istituto Zooprofilattico sperimentale e Asp).
CISL FP, unitamente alle altre sigle firmatario del CCNL, non ha sottoscritto la proposta di accordo in quanto ritenuta non accettabile ed irricevibile, un percorso al ribasso che mortifica i professionisti pretendendo una maggiore produttività aziendale ma svalutando il salario accessorio dei lavoratori con la riduzione delle quote pro-capite e senza alcun segnala da parte di Regione di volontà di incremento
delle risorse a disposizione per riconoscere il personale.
Le OO.SS. con una dichiarazione congiunta hanno formalmente esplicitato le ragioni della rinuncia alla sottoscrizione dell'intesa proposta non rispondente alle vere esigenze e alle aspettative del personale del SSR.

La posizione della CISL FP Lombardia in merito è molto chiara. La non adesione a questa proposta rappresenta un atto di discontinuità ed un atto di coraggio, le proposta non è accettabile ed è irricevibile. La riduzione delle quote pro-capite non può e non deve passare sotto silenzio.
L'accordo sulle Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) per il 2026 per il personale di Ats/Asst, Irccs di diritto pubblico, Arpa, Areu, Acss, Istituto Zooprofilattico sperimentale e Asp, si inserisce in un contesto di forte pressione sul Servizio Sanitario Regionale (SSR) Lombardo, segnato dall'attuazione della riforma (L.R. 22/2021) e dai target del PNRR.
Oggi è la giornata di avvio e di inaugurazione di molte strutture territoriali, Case di Comunità e Ospedali di Comunità. Enti in cui sono stati catapultati professionisti da aree per acuti e a cui improvvisamente per rispondere alle norme sono stati stravolti gli orari di lavoro e conseguentemente la vita privata.
Questo periodo dell’anno coincide con l’esercizio un diritto inalienabile, quello delle ferie, diritto che per essere esercitato ha bisogno di presenze di personale adeguato nei servizi, nei reparti, nelle strutture e questa condizione essenziale e necessaria, non essendo soddisfatta, porta alla riduzione contrazione di attività, riduzione di posti letto attivi e quindi meno servizi ai cittadini e ad un ulteriore sovraccarico con turni logoranti per chi è in servizio.
Riteniamo inaccettabile che si chieda al personale del comparto – già stremato da carenze d'organico e turni logoranti – uno sforzo straordinario per mettere a terra la sanità territoriale e digitale, offrendo in cambio quote individuali di RAR ridotte, ciò configura un evidente paradosso: si pretende una maggiore produttività aziendale svalutando il salario accessorio dei lavoratori.
Chiediamo lo stanziamento di risorse straordinarie extra-fondo oppure l’inserimento di meccanismi di neutralizzazione della riduzione quali la trasformazione di quote economiche in welfare aziendale. Si deve passare dai proclami ai fatti e la politica non può chiamarsi fuori.
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